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Il blocco dei crediti? Al 31 dicembre 2023

La proposta di FederlegnoArredo è quella di posticipare l'entrata in vigore sul blocco dei crediti al 31 dicembre 2023

Fonte immagine: pixabay
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"Per bonus ristrutturazioni ed ecobonus slittamento al 31 dicembre ‘23 dell’entrata in vigore del provvedimento che, con decreto d’urgenza, ha bloccato la cessione dei crediti per i bonus edilizi a partire dal 16 febbraio":  questa la proposta di FederlegnoArredo.

"Per bonus ristrutturazioni ed ecobonus slittamento al 31 dicembre ‘23 dell’entrata in vigore del provvedimento che, con decreto d’urgenza, ha bloccato la cessione dei crediti per i bonus edilizi a partire dal 16 febbraio. Si tratta infatti di incentivi per cui è garantito il contraddittorio virtuoso tra cliente e fornitore e dal minor impatto sul volume complessivo dei crediti. E' inoltre fondamentale consentire alle aziende l’evasione degli ordini già avviati alla produzione: impedire il prosieguo delle operazioni i cui lavori non siano iniziati significa vanificare tutte le operazioni in corso con enormi danni per la filiera".

E' quanto chiede FederlegnoArredo in una nota a firma del presidente Claudio Feltrin, inviata al governo per evitare che, le imprese della filiera legno-arredo siano impattate in maniera così pesante dalla misura che coinvolge oltre al Superbonus anche gli altri bonus edilizi.

“Crediamo sia altresì necessario - si legge nella nota - che il governo metta in atto una strategia di lungo termine, concertata con gli imprenditori che consenta loro di strutturarsi e programmare su basi certe la propria attività e che preveda adeguati strumenti finanziari e fiscali che permettano il raggiungimento degli obiettivi di efficientamento energetico degli edifici e delle singole unità abitative, nonché l’adeguamento sismico del patrimonio immobiliare".

“Ritenendo più che condivisibile - spiega - l’obiettivo del governo di non far saltare i conti pubblici, teniamo a precisare che l’impatto della misura, se non rimodulato, rischia di ricadere comunque sulle casse dello Stato che dovrà pagare la cassa integrazione a quei lavoratori che, già in questi giorni, sono stati lasciati a casa per i blocchi produttivi che alcune aziende si sono trovate costrette a mettere in pratica”.

“FederlegnoArredo - conclude la nota - è disponibile a interloquire con il governo affinché venga trovata quanto prima una soluzione che salvaguardi gli obiettivi di sostenibilità ed efficientamento energetico del patrimonio immobiliare che anche l’Europa ci chiede e, al tempo stesso, tuteli le imprese da noi rappresentate in Assolegno, Assotende ed Edilegnoarredo che contribuiscono per circa il 40% al fatturato della filiera impattata dalla misura”.

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