Energia, credito di imposta del 50% per l’autoproduzione
Le piccole e medie imprese potranno sfruttare degli incentivi mirati per realizzare impianti energetici autonomi
Incentivi anche alle Pmi per favorire la realizzazione di piccoli impianti da fonti rinnovabili, prevedendo un credito d’imposta del 50% dell’investimento iniziale almeno per un triennio. La proposta al vaglio delle autorità competenti.
Favorire con incentivi mirati e procedure semplificate la realizzazione di impianti di autoproduzione di energia elettrica da parte delle piccole imprese per ridurre la dipendenza dell’Italia dal gas, abbassare il costo della bolletta e accelerare il percorso della decarbonizzazione. È la proposta di CNA a Governo e Parlamento per rispondere alla crisi energetica sfruttando l’enorme potenziale delle micro e piccole imprese.
Una analisi della Confederazione di artigiani e piccole imprese evidenzia che il patrimonio immobiliare ad uso produttivo delle Pmi si può stimare in circa 400 milioni di mq. Impiegare questa superficie equivale a un enorme parco fotovoltaico (senza consumare suolo) da 50mila MW, pari a oltre il doppio la potenza installata oggi in Italia. Tale dotazione potrebbe generare circa 57.600 GWh, equivalenti a 4,9 milioni di TEP o 5,3 miliardi di metri cubi di gas l’anno. Tra gli effetti positivi un abbattimento delle emissioni di gas serra pari a 23,4 milioni di CO2 (il 31,7% del totale dalla produzione termoelettrica nazionale e il 20,5% della produzione delle centrali a gas).
L’autoproduzione di energia delle Pmi oggi è limitata a circa 6mila MW di potenza installata attraverso 138mila impianti, a causa di procedure complicate e della mancanza di misure di incentivazione. Secondo CNA è possibile coinvolgere in poco tempo 200mila micro e piccole imprese che realizzando impianti tra 12 e 200 kW potrebbero assicurare una potenza di quasi 9mila MW e una produzione aggiuntiva di 10mila GWh l’anno, con un taglio delle emissioni di CO2 di 3,6 milioni di tonnellate e un risparmio di un miliardo di metri cubi di gas.
Per favorire la realizzazione di piccoli impianti da fonti rinnovabili è necessario estendere gli incentivi anche alle Pmi, prevedendo un credito d’imposta del 50% dell’investimento iniziale almeno per un triennio.
Il costo dell’energia per le piccole imprese è storicamente un elemento di forte criticità. L’Osservatorio CNA sull’energia 2021 aveva evidenziato già nella fase pre-emergenziale che una piccola impresa paga l’energia quattro volte di più rispetto a una impresa industriale e il 33,5% in più della media europea.